Pozzi sacri: architetture preistoriche per il culto delle acque in Sardegna.

Durante l´Età del Bronzo, la civiltà nuragica produsse una nuova classe di edifici: i pozzi sacri e le fonti votive. Probabile mutazione delle classiche strutture preistoriche isolane (nuraghi e tombe di giganti), gli evoluti manufatti sembrano legati a un cambiamento delle consuetudini religiose. Nel lungo periodo tali riti portarono alla creazione di santuari sempre più raffinati, frequentati da pellegrini che vi lasciavano ricchi depositi votivi.
Semplici sistemi idrici o strutture combinate, evolute e complesse, isolate nel territorio o amalgamate in grandi organismi, l´articolato fenomeno delle architetture sarde legate al culto delle acque in età nuragica si delinea finalmente in una raffigurazione dettagliata e completa.
Oltre all´analisi delle basilari caratteristiche dei monumenti, vengono studiate le posizioni nel territorio, i materiali, le correnti stilistiche, lo sviluppo e le trasformazioni attraverso i secoli, fino alla sopravvivenza di culti e strutture ancora durante l´occupazione cartaginese e romana, e persino oltre.
La ricerca è integrata da un assortito catalogo di siti visitabili, con descrizioni e datazioni, abbinato a una veloce carrellata di un altro centinaio di esemplari minori, offrendo una visione globale sull´argomento.

 

Massimo Rassu 

Ingegnere civile, libero professionista. Ha pubblicato diversi saggi e articoli di Urbanistica e di Storia dell´Architettura della Sardegna. È noto anche per gli studi sugli Ordini Cavallereschi presenti nell´Isola in età medioevale: Ipotesi sui Templari in Sardegna (1996), L´Ordine di Malta in Sardegna (1996), Pellegrini e Templari in Sardegna (1997). Tra le altre pubblicazioni: Oristano, la città della Sartiglia (1996); Villasalto, l´ambiente, la storia, la miniera (1997) e Pozzomaggiore, l´ambiente, la storia, l´arte (1999). Per l´Aipsa Edizioni ha pubblicato il volume Baluardi di pietra. Storia delle fortificazioni di Cagliari (2003)